con gli occhi di Armando

Per mettere in ordine le parole che abbiamo in testa, per osservarle scritte nero su bianco, per impararle, ripeterle, meditarle. Per trasmettere e conservare. Per parlare senza ferire, per nascondersi dietro a un foglio. Per celebrare.

Tra tutti i propositi della scrittura, il “non dimenticare” ha un particolare potere nella mia storia e immaginazione.  Quante lettere nei miei armadi, quante cartoline usate come segnalibro, quanti bigliettini adorati e poi stracciati e buttati via dopo averci pensato quanto bastava.

Trascrivo qui sotto una lettera scritta a mia nonna da suo nipote Armando per il suo centesimo compleanno dello scorso gennaio. Racconta della loro vita a Regascino, quando avevano una vita piena, dettata dai ritmi della natura di cui si prendevano cura. Racconta di abitudini del giovedì e della sera. Di momenti semplici, di burro e di preghiere. Per non dimenticare.

 

LA ZIA MINA
Varazze, Settembre 2018

Ula zia Giacumina
la ga scià da fa cent ann
lucida da co e da man.

In la ca’ da Righiscin
la guerna la cusena
fina a sira, da matena.

Sem in tanti bocc cum fam
in tra grant e piscinin
nonu, zii e po cusit.

Ma ul taul l’eva lung
propri lì n facia al camin.

La impieniva la sidela
cunt u l’acqua dal nost poz,
a poc pas da la custiola
cui bucett fai da risciada
…e po’ das… na stravalada.

In da la paret dal poz
gheva dent un ciod bel fiss
par tignì fresc e bel dur
un tulin cul nost buter
cunservaa fin da l’ultrer.

L’eva bel al giuedé
cul pan fresc cott in dal furn
e magari na brusela
cui scigol o l’uga pasa
par stupà na quei ganasa…

E a mezdé pulenta gialda
stravacada gio in so l’ass.

E a la sira, mia tardi,
da minestra ina tazena,
cun la pestada da lard
e mai l’eva tropa piena.

Po s’anava so pai scar,
s’acuntava so ‘l pater,
cunt i stanzi al so pian
a specià ca vegn duman.

Mo ma par d’aver stufii
la mia cara zia Mina.
Ma cunt la tua gran pazienza
i fio e i to neud
cunt un sac da bei auguri
ta impienisan la cardenza.

Nun ghem tucc da ringraziat
e da dumandat iscusa
se t’em fai diventa matt.

Ciau, zia Mina.

Gira il mondo gira

Ricordo ancora bene l’emozione di quella sera in cui sono tornata a casa con due scatole piene di vecchie foto. Le avevo portate dalla macchina al tavolo della cucina con la cura che si riserva ai tesori più cari, non vedevo l’ora di farle passare tutte, studiandole una ad una. Ero emozionata. Dopo qualche mese ero ancora lì, sempre sullo stesso tavolo, con le stesse foto, ad attaccarle in un album comprato apposta.

Continue reading “Gira il mondo gira”