Ragazze che…

La prima era stata una più grande di me di quattro anni e aveva confezionato un intero quaderno per me. L’aveva preparato con le sue mani e in ogni pagina c’erano giochi e attività disegnati a mano. Sulla copertina c’era il mio nome, lo conservo ancora dopo tanti anni. È un regalo che non ho mai dimenticato, come lei, che mi aveva voluto un bene inspiegabile. Inspiegabilmente disinteressato.

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Tre

Se mi chiedessero mai qual’è il numero perfetto risponderei: “tre”. Nel frattempo lo comunico scegliendo sempre tre faccine quando invio i messaggi. Tre è il numero che non si spezza, tre è il numero degli angoli di un triangolo, di cui se due si avvicinano al terzo… anche loro due si avvicinano. E tutto il resto si avvicina, anche i lati. Tre è il numero della conferme. Tre sono i ricordi che mi rimangono di Alessandra.

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La strada senza lampioni

Era buio e Roy stava andando a una festa con degli amici. Durante il tragitto in macchina, non ce la faceva più: doveva andare in bagno. Il suo amico così ha fermato la macchina nel bel mezzo del nulla, non un lampione acceso per avvertirlo del pericolo incombente, vicinissimo. Ci cade dentro, sei metri di burrone, e sparisce.

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