La missione di tua madre

Il Dio di Gesù Cristo ha fatto sì che sua madre le mettesse un nome da guerriera, Teresina, un’etichetta che all’età di diciott’anni avrebbe cambiato di sua iniziativa scegliendola da una canzone che le piaceva, del tutto inconsapevole del significato nascosto.

La sua mamma – e anche il papà – intanto non c’erano più da molti anni: l’avevano lasciata quando era ancora troppo piccola per capire cosa vedeva all’interno di una bara, in braccio a uno dei fratelli più grandi. Aveva passato la sua infanzia in collegio, tra altre storie imperfette, tra le uscite della domenica permesse grazie a un fratello che la veniva a trovare e tra un’esperienza e l’altra che l’ha cresciuta con un’unica frase in mente: formare una famiglia.

Tua mamma non era cresciuta con una madre affettuosa in casa, non aveva mai ricevuto l’amore e le cure di una vera famiglia e non era vissuta tra sane e solide mura domestiche. Aveva solo intravisto tutto questo al cinema e in altre poche occasioni, ma il piano era scritto e non avrebbe mai potuto fallire: doveva essere una brava mamma. Aveva il desiderio, la motivazione, la stoffa… e Dio non l’ha mai lasciata sola. Tra tutti i doni, le ha dato un marito fedele che ha sempre lavorato, costruito e aggiustato; una suocera dolce e competente, un’altra mamma d’oro con cui andare d’accordo e supportarsi nelle gioie e nei dolori; un cognato che fosse un doppio papà, che rispondeva a domande intellettuali e che manteneva l’orto per tutta la famiglia, stagione dopo stagione, anno dopo anno.

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Una famiglia era il progetto e la missione. E come in tutte le battaglie che si rispettino, non sono mancate le minacce, gli ostacoli, le brutte sorprese. Nemici che volevano vedere distrutti tutti, sin dalla nascita, i suoi componenti e le loro belle relazioni. Da tuo papà che perde tutti i denti davanti all’età di 15 anni a tuo fratello che rimane attaccato alla corrente un giorno di primavera, le scarpe da ginnastica l’unica cosa a salvarlo. Cadute in giardino, cadute sulle scale, cadute nel laghetto costruito con amore. Bambini che scappano dall’asilo, che rischiano di perdersi in vacanza e in stazione, di passare sotto a una moto in montagna.

Dio ha protetto tutto e tutti e con il Suo tempismo perfetto di sempre, ha fatto sì che i tuoi genitori si conoscessero in un negozio pieno di legno, tua mamma lo vendeva e tuo papà andava a comprarne i pezzi per costruire una cucina, quella di tua nonna. Dio ha fatto in modo che si innamorassero, che si incontrassero di nuovo fuori dagli orari lavorativi, che ballassero insieme a quella festa, che si sposassero e che scegliessero un posto come Ibiza dove passare il loro viaggio di nozze. Isola di tenebre e stordimento, da dove Dio ti ha tratta, maestosamente.

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Ti ha protetto nel momento della tua nascita quando il cordone ombelicale voleva stringerti ed ucciderti e poi ancora ti ha tratta prontamente dal mare quando stavi per bere acqua senza riuscire a fermarti. Ti ha cresciuta nella regione più ricca e romantica del Paese della bellezza, conosciuto da molti come “il Bel Paese”. Ti ha posta in una casa in mezzo a un bosco di periferia come si fa con le principesse che si vogliono nascondere e ha scelto per te una famiglia dove la Parola di Dio abbondasse più che in altre. Ti ha dato un un padre presente, sensibile, rispettoso e attento ai dettagli e una madre premurosa con abbastanza timore del Signore da portarti tutte le domeniche a sentire i prodigi del Dio degli eserciti.

Quando sei cresciuta, all’età di tredici anni, lo stesso timore di Dio era passato a te e Lui ci ha aggiunto la fame e ha permesso così di portarmi dove sei oggi. Ma la tua, è un’altra (meravigliosa) storia, fatta di missioni, progetti, sogni… che Dio permetterà e realizzerà secondo il Suo volere. E magari un giorno ce la racconteranno…

Il cuore dell’uomo medita la sua via, ma il SIGNORE dirige i suoi passi.
Proverbi 16.9

Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del SIGNORE è quello che sussiste.
Proverbi 19.21

Chi mai dice una cosa che si avveri, se il Signore non l’ha comandato?
Lamentazioni 3.37

 

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