Il mio migliore amico era un leader…

Dio ha messo sul mio cammino amici scelti con attenzione, sono sicura che ha scelto con altrettanta cura il mio migliore amico, il cui nome inizia con la mia stessa lettera e le cui mani per tanti anni ho visto nelle mie.

Eravamo e siamo diversi, diversissimi, e in più conservo ricordi strani e dolorosi di lui.

Lui che mi usa per tenere e nascondere la pallina di carta con cui giocava a calcio clandestinamente con i suoi amici; lui che aveva insegnato a tutti una canzoncina che disonorava i nostri bidelli; lui che mi aveva tradito quando gli avevo chiesto di non dire che ero via con la mia famiglia per una settimana bianca; lui che si vantava di quanta acqua poteva sprecare facendola scendere dal rubinetto di casa sua; lui che mi riportava bigliettini che dovevano essere compilati dal ragazzino che mi piaceva, ma – mi sa tanto che – mentendo, rispondeva lui alle mie domande; lui che mi faceva giocare a giochi che non mi piacevano.

abc-alphabet-blackboard-265076

Mentre scrivo mi rendo conto di quanto io davvero non possa giudicare. E se aveva scelto me per tenere la pallina perchè aveva già capito tutto? Aveva capito che io sarei stata affidabile e fedele? E se era già previsto che la sua spavalderia nel diffondere la canzone sui bidelli dovesse scomparire quando, proprio lui, avrebbe trovato il bidello morto tra le aule della nostra scuola? Forse era semplicemente in cerca di un amico quando gli nascondeva la paletta o la scopa. E se avesse parlato dicendo dov’ero per mettere davanti la verità a qualsiasi altra cosa? Io non c’ero quando credo di essere stata tradita. Mi sono sentita tale al mio ritorno, ma non so come siano andate le cose all’interno della mia classe. E se tutta quell’acqua era un messaggio diverso che Qualcuno voleva darmi? E se quel compilare i bigliettini del mio fidanzatino era solo il desiderio di vedermi in pace e felice …e intanto lui non ha mai condiviso ciò che pensava veramente? E se nelle cose che faceva, diceva, chiedeva e insegnava, ci fosse stato solo il riflesso di ciò che viveva a casa, dove c’erano due genitori che si sarebbero presto separati?

Lui era accanto a me, anche la foto della nostra prima comunione lo attesta. Era prima di me nell’elenco alfabetico del registro. Lui c’è sempre stato. Il suo nome era sempre nella gola della Luisella del pulmino che passava a prenderci e portarci, altra signora che aveva sicuramente ricevuto cori e rime da stadio. Lui era quel leader che aveva convertito tutta la classe alla sua squadra preferita di calcio, me lo ricordo bene: la mia famiglia era tutta milanista ma in quegl’anni la forza della Juve aveva prevaricato, in tutti i miei compagni – tranne una. Era lui che insegnava a tutti le sue canzoni malate. Ma aveva successo. Ed era sempre lui che aveva un cuore tenero, che si affezionava al bambino arrivato dal Libano e che era diventato dopo pochi giorni il suo migliore amico. Lo cerca anche ora, che sono passati vent’anni dalle scuole elementari.

A questo punto un solo ricordo mi rimane in sospeso. È un sogno fatto tanti anni fa. Eravamo nell’orto del mio giardino, dove c’era una casetta di legno che in realtà non c’è mai stata. Dentro a quel piccolo posto c’era un lavandino che dava solo acqua bollente, e come in un campo di concentramento, non avevamo alternativa per lavarci. Forse prima lui e poi io, o forse solo io dopo un suo incoraggiamento, avevamo messo la testa sotto l’acqua fumante. Mi ricordo che non volevo altro che scappare da lì, da quel posto desolante in mezzo al nulla, che aveva quasi visto la morte. Ero viva per miracolo dopo quella scottatura, e ci avevo messo la testa, non un dito. Ero spaventata. E forse arrabbiata con lui che non c’entrava niente. Il mio migliore amico… non c’entrava niente. Neanche quando sua mamma aveva sbagliato il mio nome. Unica cosa che per anni avevo ricordato di una bellissima chiacchierata.

Ho sempre guardato agli eventi della nostra amicizia dall’angolo sbagliato. Oggi so che non avrei potuto scegliere migliore amico migliore. Per fortuna l’ha scelto Dio per me. Io avrei fatto un altro disastro. Oggi so anche che dai leader Dio esige di più del resto del popolo…

Riferimento: Il popolo viene punito alla decima trasgressione (Numeri 14:20-23); il leader, Mosè, alla prima (Numeri 20: 7-12).

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s