Tre

Se mi chiedessero mai qual’è il numero perfetto risponderei: “tre”. Nel frattempo lo comunico scegliendo sempre tre faccine quando invio i messaggi. Tre è il numero che non si spezza, tre è il numero degli angoli di un triangolo, di cui se due si avvicinano al terzo… anche loro due si avvicinano. E tutto il resto si avvicina, anche i lati. Tre è il numero della conferme. Tre sono i ricordi che mi rimangono di Alessandra.

Il primo è quello nella nostra scuola, durante l’intervallo, intorno al tavolo che noi bambini usavamo come nascondiglio, perchè un lato era chiuso da un muro. Mi ricordo che eravamo in quel punto quando lei e la sua amica, Ilaria, giravano per l’atrio tenendosi a braccetto.

Il secondo è stata una volta in cui mi ha difeso. Semplicemente si è messa davanti a me, con sicurezza e coraggio, nel momento in cui una nostra compagna aveva mostrato l’intenzione di aggredirmi, come faceva spesso anche con altri. La sua prontezza aveva spento improvvisamente il fuoco della violenza e della noia che porta alla cattiveria.

Il terzo ricordo era ad una gita. Qualche maestra ci aveva portato a vedere uno spettacolo di burattini. Eravamo in bagno ed eravamo solo delle bambine quando io, onestamente, non sapevo come farla nel vaso alla turca. Non mi era mai capitato e nessuno me l’aveva insegnato. Alessandra aveva la mia stessa età ma quella volta aveva uno spirito materno che ricordo ancora.

Boom, un incidente. Un incidente a 16 anni, in moto. Ed è volata via. E da quel giorno la paura della moto che cresce, il bar che frequentava che mi parla sempre di lei, i tanti perchè, i ricordi del suo funerale e di chi ha letto un pensiero interrotto da lacrime in chiesa.

C’è un versetto che dice: “Anche il bambino dimostra con i suoi atti se la sua condotta sarà pura e retta”, i tre ricordi che ho di Alessandra bambina sono puri e retti, non ne ho altri. Mi ha lasciato un numero importante. Il numero che mi ripete: “Se qualche punto si avvicina, anche tutti gli altri lo faranno”, se le persone si avvicinano e parlano – anche di cose difficili – il dolore non si moltiplica ma si divide e si diventa più forti, come i capi di una corda.

Pensavo a lei negli ultimi giorni. Ho ricevuto amore e protezione da Alessandra, e lo ricevo ancora attraverso i ricordi che mi parlano di lei. Vorrei che quest’amore si moltiplicasse all’infinito, soprattutto tra i miei compagni delle elementari, i cosiddetti coscritti, amici del mio stesso paese che hanno condiviso con me anni spensierati e fondamentali, con cui condivido tanto passato ma anche il presente. Chissà che ricordi hanno loro di Alessandra, quali altri messaggi i suoi 16 anni hanno potuto lasciare, quali pezzettini d’amore che, coltivati e condivisi, possono portare all’unione, alla forza, alla bellezza, all’amore…

 

Anche il bambino dimostra con i suoi atti se la sua condotta sarà pura e retta.
Proverbi 20.11

Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa;
una corda a tre capi non si rompe così presto.
Ecclesiaste 4.12

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