La valigia verso Limerick

Eravamo appena arrivate alla casa affitatta per il weekend, una bellissima villa in mezzo al verde della contea di Wicklow, il mare a pochi passi e la tranquillità tipica irlandese.

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Io e le mie amiche eravamo in giro per la casa a scoprire e a farci sorprendere da tutti gli angoli, i dettagli e i regali di un giardino grande, di un salotto viola, di una marea di bagni e tanti altri ambienti spaziosi…. È stato poco dopo il momento della spartizione della camere – quando Amanda si è resa conto che la più veloce avrebbe accaparrato il letto migliore – e dopo aver accettato le decisioni di una monetina lanciata in aria da chi non l’aveva mai fatto, che è arrivato il momento inaspettato.

Ognuna aveva preso la propria valigia dalla macchina e l’aveva messa nella propria stanza, intanto Sophie era in cerca della sua su e giù per le scale. Non la trovava e in più si chiedeva di chi fosse quella che c’era nella sua camera, tra il suo letto e quello della sua compagna di stanza. Non era la sua ma aveva deciso comunque di aprirla. Forse nel momento di confusione in realtà si era persino dimenticata come fosse fatta la sua piccola valigia blu.

Era dello stesso colore il bagaglio che stava aprendo sotto gli occhi di tutte noi, che avevano come lei un grosso punto di domanda negli occhi. Oggi, il ricordo delle nostre reazioni mi fa sorridere, ma in quel momento eravamo tutte incredule, soprattutto quando ci siamo ritrovate davanti a vestiti da atleta e un sacco di… pollo! C’erano almeno quattro confezioni di carne, anche surgelata, e sotto agli strati di tessuto, persino un pollo intero!

Sophie si è messa le mani nel capelli ed è andata verso la finestra. Non sapeva cosa pensare. Dov’era la sua valigia? E la proprietaria di questa? Cosa stava facendo in questo momento? L’aveva già scoperto? E altre mille domande.. dove sono le mie cose? Con cosa mi vesto e mi lavo nei prossimi giorni? In frazioni veloci di secondi Sophie ha fatto passare mentalmente tutto quello che c’era nella sua valigia e ha cercato di ricordare se ci fosse qualcosa di vitale, prezioso, eventualmente perduto per sempre.

Pensando alla recente presunta perdita del portafoglio di un’altra mia amica e della sua reazione esagerata, in quell’occasione Sophie ha incredibilmente mantenuto la calma, ha messo via l’ansia e ha gestito tutto praticamente da sola. Intanto tutte noi pensavamo che non solo c’era una soluzione, ma anche un motivo.

Il Signore ha voluto che la più pratica alla guida di noi non avesse nessun problema a guidare né tra le strade strette di campagna né tra le vie cittadine di Dublino. Così, dopo aver telefonato alla compagnia dei bus e dopo aver ricevuto tutte le indicazioni necessarie, in serata e dopo una rigenerante passeggiata sulla spiaggia di Brittas Bay, siamo ritornate nella capitale ad incontrare quell’autista che in mattinata era diretto verso Limerick.

Intanto, riflettendo sull’accaduto, Sophie aveva effettivamente riconosciuto che al ritiro, il suo bagaglio era uscito inspiegabilmente pesante dalla porta automatica del bus. Nel frattempo si era anche scoperto che la ragazza dell’altra valigia, purchè fosse praticamente identica, non aveva preso quella di Sophie e non era neanche andata lontano. L’autista si era preso cura dell’incidente e ci stava per incontrare in una delle strade più trafficate del centro. Dovevamo solo essere puntuali.

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Sembrava davvero possibile risolvere tutto in poche ore e con poco sforzo. E così è stato. I nostri programmi della giornata erano cambiati ma ci siamo guadagnate una bella pizza che altrimenti non avremmo mangiato e siamo anche riuscite a fare velocemente la spesa a Dublino per il resto del weekend, oltre che a una bella e profonda chiacchierata sia all’andata che al ritorno, come se Qualcuno ci avesse regalato più tempo e più intimità, quella rara intimità tra amiche che si trova in macchina guidando.

L’accaduto mi ha fatto riflettere innanzitutto sugli imprevisti, sulle nostre reazioni, sulle sorprese inaspettate, non desiderate. Sulle cose materiali che si perdono improvvisamente, su quando tornano indietro. Sulla fiducia nella gente, sul numero di chilometri, benzina, tempo e stanchezza che dobbiamo mettere in gioco per recuperare errori. Sulla fine delle storie che non conosciamo, ma che Qualcuno conosce già e davvero. Sulle ricompense e sulle perdite di tempo. Su quando gli imprevisti della vita non sono bagagli, bensì malattie, morti, stragi. Su quello che Dio vuole per noi. Lui è in controllo. Ed è tutt’altro che cattivo.

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