La strada senza lampioni

Era buio e Roy stava andando a una festa con degli amici. Durante il tragitto in macchina, non ce la faceva più: doveva andare in bagno. Il suo amico così ha fermato la macchina nel bel mezzo del nulla, non un lampione acceso per avvertirlo del pericolo incombente, vicinissimo. Ci cade dentro, sei metri di burrone, e sparisce.

Si risveglia e mesi dopo è qui a raccontarmi questa storia incredibile, iniziando con “Non ti ho raccontato del mio incidente?”. Tutto quello che mi dice non se lo ricorda in realtà, ma gli è stato raccontato a sua volta.

Non oso immaginare il dolore provato mentre cadeva al suolo e si rompeva sei punti negli arti inferiori – tre a gamba – e due sul cranio, provocando emoraggie interne che l’hanno fatto svenire ed entrare in coma. Non voglio neanche immaginare la visione illuminata dalla torcia del telefono degli amici che, scesi dalla macchina dopo essersi chiesti dove fosse finito Roy, hanno trovato in quel posto sperduto d’Israele.

Gli amici hanno chiamato l’ambulanza e da quel momento sono iniziati i giorni d’incertezza in cui i dottori non sapevano se si sarebbe mai svegliato, e se si fosse svegliato, non sapevano dire in quali condizioni, avendo danni gravi nella parte posteriore della scatola cranica. Nel frattempo apriva gli occhi e li richiudeva, sempre senza ricordarsi niente.

Oggi Roy ammette che è stato un brutto incidente più per la sua famiglia, non tanto per lui. E forse sono proprio state le preghiere della mamma, religiosissima, che l’hanno svegliato.

Mi ha spiegato che non è più come prima, non riesce più a correre quanto vuole (e faceva davvero tanti chilometri, ogni giorno) e quando fa freddo sente ancora dolore.

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Io in tutto questo ci vedo solo una cosa: il miracolo. Questo ragazzo è dolcissimo e mi dice che da qualche tempo ha iniziato ad interessarsi di religione. Abbiamo iniziato a confrontare le nostre convinzioni, a parlare di Dio e a scavare dentro quello che per lui si chiama Tanakh, per me Vecchio Testamento.

Per me è chiaro l’intervento di Dio, che c’è sempre stato nella sua vita. Ha vegliato su di lui, ha fatto sì che gli amici lo trovassero, che l’ambulanza arrivasse e che avesse sempre qualcuno al suo fianco nei giorni all’ospedale. Poi Dio l’ha svegliato e l’ha messo su una strada che lo sta portando sempre più vicino a Lui, una strada sicura, magari con tanti altri burroni, ma con anche tanta tantissima luce.

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Gesù dunque disse loro: «La luce è ancora per poco tempo tra di voi.
Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre;
chi cammina nelle tenebre, non sa dove va.
Giovanni 12:35

 

 

One thought on “La strada senza lampioni

  1. Io penso che se quel ragazzo fosse caduto nel burrone e, con dolore delle persone a lui vicine, fosse deceduto…comunque ciò che chiami Dio ci sarebbe stato lo stesso ma, in quel caso, avrebbe avuto altri piani per noi incomprensibili da far percorrere a quella persona.
    Non è detto che episodi così tragici, per noi mortali, non nascondano mete nuove che facciamo fatica a considerare.
    Il grande mistero della Vita ci rende indagatore e filosofi inconsapevoli.
    Grazie per questo bellissimo racconto di speranza.💙

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