Margherita

Era circondata di rosa. L’arco della cucina, le piastrelle del bagno e i suoi maglioncini a maglia confezionati da lei stessa. Sapeva che mi piacevano tanto, mi piaceva quando si vestiva di rosso, quando si metteva le sue gonne anche se abbinate alle calze che sua sorella le urlava di tirarsi su.

Con gli anni che passavano si faceva sempre più fragile, come un pezzo di carta (velina però), ma lei non so come, conservava sempre una grande dignità ai miei occhi. Anche con le gambe pestate dalle cadute quando andava a sbattere la tovaglia, anche con gli occhi incavati e le ossa che segnavano ogni lineamento del viso, soprattutto il naso, ereditato dal nonno Paolo.

Le piaceva cucinare. Era lei che preparava il risotto, i ravioli, la polenta. Negli ultimi tempi mangiava un sacco di caramelle Ambrosoli e sempre meno dei suoi pranzetti, le passava la fame e le venivano sempre più facilmente le lacrime. Come il suo corpo anche la sua anima diventava sempre più fragile e sensibile. Bastava una telefonata ricevuta da lontano, che si trovava costretta a passare la cornetta a qualcun altro, per poi sedersi sul suo divano, accanto a cuscini lavorati all’uncinetto.

Come una nonna non si faceva scrupoli nel chiedermi ogni volta se avessi il fidanzato e poi passava in rassegna tutte le coppie felici e infelici che conosceva, commentando che oggi non è più come una volta.

Le piaceva viaggiare e ne parlava, ma non ricordo un solo viaggio che ha fatto. Dopo aver esplorato il mondo in lungo e in largo, guardava i documentari che la portavano ovunque desiderava, anche in Irlanda. Me ne parlava spesso ultimamente e aggiungeva “la vecchiaia è una brutta cosa”. Avrebbe viaggiato ancora tanto.

abstract-black-and-white-cardigan-sweater-236028

Con i nostri quasi 60 anni che ci dividevano, riuscivamo a farci brillare gli occhi a vicenda quando parlavamo del suo giardino, un’altra cosa che mi è sempre piaciuta. Anche se minuscolo, nascondeva le rose, le camelie, le ortensie, e un gatto. Le brillavano gli occhi ogni volta che le chiedevo della sua gente e quando la riconoscevo giovane tra mille foto.

Una delle ultime sere ero seduta alla mia scrivania quando mi è passata tra le mani l’unica foto in bianco e nero che mi sono portata dall’Italia. Ritrae lei e sua sorella, da bambine, su un treciclo di cui mi avevano parlato e che gli amichetti le avevano disfatto. Ho pregato per lei, e la mattina dopo mi hanno avvisato che non c’era più. Solo il mondo può parlare di coincidenza, solo Dio può aver ragione con le Sue perfette tempistiche.

Ah, quasi dimenticavo… Rita è nata il nove novembre ed è morta l’otto ottobre.

IMG-20181015-WA0000

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s