N come Piazza Navona

Di tutti i monumenti, le chiese, i musei visitati a Roma in pochi giorni, solo una piazza le era rimasta nel cuore e non si spiegava minimamente la ragione. Dopo anni Enne ricordava ancora quella pace provata seduta su una panchina in Piazza Navona.

Ricordava la luce e un amico accanto a lei, nient’altro. Nessun altro ricordo. Quella pace immotivata e misteriosa l’aveva portata a cercare tutte le informazioni possibili su internet, un giorno di Ottobre.

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Enne ha sempre amato la storia, così è stato facile perdersi in mille spiegazioni, appunti, video, articoli. Stava scoprendo che la forma lunga e stretta della piazza era dovuta a uno stadio romano presente sotto la stessa, lo Stadio di Domiziano, voluto dall’undicesimo imperatore romano per ospitare dei particolari giochi greci, gli Agones, da cui deriva il nome della piazza odierna.

Gli Agones attiravano ben 30.000 persone in quella parte di Roma e consistevano in gare per il corpo (come il pugilato, il lancio del disco, del giavellotto, il salto,…) e gare per il cervello (gare di eloquenza, poesia greca, musica,…). L’intera arena veniva persino completamente riempita di acqua per ospitare giochi nautici; e lo stadio Domiziano – di cui rimangono i resti sotteranei in un museo presente nella stessa piazza – lasciava spazio anche alla violenza tipica dei giochi romani, e alla prostituzione.

Nel II secolo lo stadio inizia a perdere il suo prestigio e gli Agones la loro popolarità. Al loro posto oggi troviamo uno spazio che offre palazzi, fontane, statue, chiese e cappelle per la maggior parte in stile barocco. I geni di Borromini e Bernini lasciano il loro contributo con una chiesa dalle linee drammatiche con l’intento di rappresentare la gloria di Dio, e una fontana spettacolare chiamata “dei quattro fiumi”.

Enne si perde facilmente in dettagli, come frasi pronunciate durante l’inaugurazione della fontana (avvenuta nel 1651), analisi delle statue interne ed esterne la chiesa dell’architetto Borromini, nomi dei palazzi presenti nella piazza Navona,… passano ore prima che si possa dedicare allo studio del perché la chiesa sia stata dedicata proprio ad Agnese, una ragazzina morta a soli 12 anni.

Agnese era di famiglia romana, cristiana e aristocratica. Giovanissima, aveva conosciuto l’amore di Gesù, scoprendo che il corpo di chi crede in Cristo è il tempio dello Spirito Santo. Per questo si era rifiutata di concedersi a un patrizio romano che si era invaghito di lei. Lui per questo, aveva deciso prima di denunciarla e poi di condannarla al rogo.

Al momento della sua morte, Agnese viene da lui obbligata a esporsi nuda al pubblico. Questo avviene proprio nello stadio Domiziano, esattamente all’altezza della tribuna destinata alla famiglia imperiale. Si dice che in quel momento si verifica il miracolo di una crescita improvvisa dei capelli che le hanno coperto la nudità. Viene quindi posta sulla pira dove poi è bruciata viva. Una spada trafigge la gola della giovane come ulteriore pena – forse perchè il fuoco del rogo non era stato sufficiente per ucciderla.

foto navona

Le ricerche di Enne si fermano qui. Di fronte a tanta persecuzione è difficile trovare la pace di Piazza Navona, ma effettivamente adesso ha un senso. Lo Spirito di Cristo è reale ora come allora, vive da secoli, vive dove vuole, e a volte si fa sentire prima che noi possiamo davvero riconoscerlo.

E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza,
custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
Filippesi 4:7

O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?
1 Corinzi 6:19

Quanto ai santi che sono sulla terra,
essi sono la gente onorata in cui ripongo tutto il mio affetto.
Salmi 16:3

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