Una signora da un nome bellissimo

Questa è una storia corta e semplice che ho scritto all’inizio dell’estate 2013. Ogni tanto mi ritorna in mente e gentilmente mi parla di quanto è forte l’amore, ma soprattutto di quanto è potente il perdono. O il non perdono, che è una vera e propria trappola per l’anima.

Questa mattina ho conosciuto una signora da un nome bellissimo.

È separata da qualche anno e ci ha raccontato la storia del suo amore distrutto da lui, che è andato con un’altra, più giovane. Lui con gli anni ha visto la sua vita perdersi e la sua donna diventare cattiva. Si è davvero accorto di aver fatto un grosso sbaglio. Lei oggi è una donna che parla male di quell’uomo con cui ha passato una vita, che è contenta per tutte le cause che, con il suo avvocato, riesce a vincere e che racconta orgogliosamente tutti i vizi e i regali che riesce a strappargli. Ha parlato un’ora e mezza, ha detto che ora sta bene, scandendolo bene, ma si è contraddetta più volte e questo non mi è sfuggito. Ha pianto.

Di tutta la sua storia solo una frase mi è rimasta impressa: “Nonostante tutto, nonostante le bugie, le litigate, il non parlarsi per anni, i dispetti, le denunce… ad oggi solo e ancora lui è il migliore di tutti“.

Il perdono è una cosa difficile, se non per tanti quasi impossibile. Ma l’amore è più forte, ed esiste davvero. Quello vero, non quello che per paura scappi o ti accontenti. Quello è amore morto.”Io all’amore vero ci voglio credere” pensavo tornando a casa in macchina dal lavoro. Poi, con i finestrini abbassati, ho sentito i grilli cantare tra l’erba alta.

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Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
Matteo 18:21-22

 

Lezione imparata da S. (estate 2017)

Quando consciamente o inconsciamente scegliamo di non perdonare, consapevolmente o inconsapevolmente ci chiudiamo in una gabbia. Noi, che siamo dentro, abbiamo la chiave, e possiamo scegliere di uscire o meno, a seconda se decidiamo o meno di perdonare. Crediamo in una bugia se pensiamo che, non perdonando, limitiamo l’altro, il nostro nemico. In realtà stiamo solo facendo del male a noi stessi.

“Dunque tu, proprio oggi, allunga la tua mano fuori dalla gabbia. Porgi la chiave a l’Unico che può aprirti la porta. Sì, perchè questa gabbia ha una caratteristica particolare: si può aprire solamente dall’esterno.”

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