Gira il mondo gira

Ricordo ancora bene l’emozione di quella sera in cui sono tornata a casa con due scatole piene di vecchie foto. Le avevo portate dalla macchina al tavolo della cucina con la cura che si riserva ai tesori più cari, non vedevo l’ora di farle passare tutte, studiandole una ad una. Ero emozionata. Dopo qualche mese ero ancora lì, sempre sullo stesso tavolo, con le stesse foto, ad attaccarle in un album comprato apposta.

box-memories-nostalgic-5842

Non importa quante volte le abbia osservate o quanto, effettivamente, le conosca a memoria: ogni volta che ho in mano foto in bianco e nero – dell’epoca dei miei nonni, decennio più decennio meno – è come se entrassi in un mondo parallelo… e la mia mente si riempie di riflessioni, di sogni, di domande.

Ci sono le foto consumate e stropicciate, quelle più guardate probabilmente. Quelle che gli innamorati sicuramente conservavano nel portafoglio o in qualche libro e di tanto in tanto tiravano fuori per ricordarsi i lineamenti della persona amata. Ci sono le fototessere. “Beh, queste sono tutte uguali. Terrai solo una copia, giusto?” Qualcuno mi ha detto… Ma siamo matti? Non si butta via niente! Ogni foto ha la sua storia e quello che c’è scritto sul retro non lo si trova su nessun’altra. E poi vogliamo mettere l’effetto di una pagina piena di fototessere alla Favoloso Mondo di Amélie? Poi le foto “tutti in piazza” dove è evidente che la moda non sta solo nel vestito o nei capelli, ma anche nei portamenti. Le foto spedite da lontano, quelle dei militari o dei parenti in America. Le foto ridicole, quelle mosse e quelle in cui la gente si divertiva come non mai, in cui di tanto in tanto spunta pure una fisarmonica o una bottiglia di vino in mano a qualcuno. Quelle tutti in posa e allineati che, anche se serissime, scatenano sempre e comunque un sorriso. Quelle delle grandi occasioni e quelle scattate in momenti rubati.

Le mie preferite sono quelle che ritraggono i giovani in tutto il loro fascino. Fanno pensare a quanto si può essere davvero belli e affascinanti nel corso di una vita, e a come ci si può innamorare facilmente di un bel viso o dei begl’occhi di qualcuno. Quel qualcuno poi, lo vedi che si sposa ed è al massimo del suo splendore, nel pieno della vita e delle scelte. Poi piano piano invecchia e non cambia solo nel corpo: c’è qualcosa che trasforma anche lo sguardo. Forse è la vita con le sue fatiche da contadini o muratori, o forse sono le relazioni che si dimostrano più dure del previsto, o magari è semplicemente la natura – che come diceva un mio vecchio prof poco apprezzato – “non perdona mai!”

Fatto sta che il tempo ci cambia tutti e ci fa fare le stesse identiche cose. Tutti siamo prima dei bambini con un nastro in testa, poi facciamo tutti la comunione, ci innamoriamo e critichiamo i genitori, iniziamo a lavorare, a costruire la nostra casa, ad un certo punto abbiamo tutti un bambino in braccio e vediamo tutti l’estate e l’inverno intorno a casa nostra, anche se non abbiamo la fortuna di viaggiare per puro piacere. E alla fine muoriamo lasciando di nuovo in vita dei figli, dei nipoti, dei campi, delle foto. È da secoli che funziona così, eppure tante volte sembra che neanche lo sappiamo. Ce lo dimentichiamo.

blurred-background-cars-child-1301498

Riflessioni.

“L’occhio mio si consuma di dolore, invecchia a causa di tutti i miei nemici”
Salmo 6:7

“La grazia è ingannevole e la bellezza cosa vana…” 
Proverbi 31:30

“Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa”
Ecclesiaste 1:4

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s