Olio

Sono appena tornata da un viaggio in Spagna dove abbiamo insegnato inglese e dove una studentessa ci ha offerto una visita guidata nel suo mulino dell’olio. La prima parte della visita è stata la mia preferita: all’aperto a conoscere la pianta dell’ulivo e a scattare foto dalla luce perfetta.

L’ulivo inizia a dare i frutti solo dopo i suoi primi quattro o cinque anni e dai 70 anni deve essere costantemente tenuto a bada dall’addetto alle potature, che è una persona importantissima tra le piantagioni: è colui che con i suoi tagli è attento a non distruggere gli alberi e a permetterne una maggiore produttività. L’ulivo ad ogni modo è una pianta intelligente, che sa esattamente quanti frutti può crescere e sostenere, per questo effettua autonomamente una selezione naturale tra le sue olive, che fa cadere quando sono in eccesso.

La seconda parte della visita riguardava macchinari e spremiture e un singolo momento è stato memorabile. Eravamo nel deposito, circondati da corridoi di barili alti fino al soffitto e pieni zeppi di olio di oliva. È lì che mi sono resa conto di qualcosa che ha fatto partire i miei pensieri ovunque. Mi sono girata verso un mio amico, e gli ho detto con meraviglia: “this family is so anointed!!!” suscitandogli un sorriso. Nella tradizione ebraica e cristiana l’olio è il simbolo della consacrazione, dell’essere unti, che significa scelti, e solo allora mi stavo rendendo conto di quanto questo prodotto fosse il fulcro dell’economia della città dove ci trovavamo, o meglio, di tutta la regione se non dell’intero Sud della Spagna. Mi sono sentita per un attimo circondata da una vasca infinita di olio e mi sono immedesimata in una persona scelta, sceltissima.

Anche nella mia famiglia c’è una storia relativa all’olio che mi piace ricordare. Mia nonna mi ha sempre raccontato di quella volta in cui la sua famiglia, quando ancora viveva a Regascino, aveva effettuato un “errore” nell’ordinare l’olio, ricevendone il doppio dal fornitore. Quando l’avevano realizzato sicuramente c’è stato qualcuno scocciato che avrà alzato gli occhi al cielo; poi però era scoppiata la guerra e, inaspettatamente e per la gioia di tutti, non avevano avuto problemi con questo prodotto da cucina, per anni.

Mia nonna ripete ogni volta questa storia con stupore e con il sorriso, ma non so se ci ha mai veramente pensato a quello che può significare aver avuto una doppia dose di olio in casa, in tempo di guerra. Guerra che non ha distrutto la vita di nessuno della mia famiglia. Olio che ha conservato le relazioni, le case, il lavoro, il benessere e che anche oggi aggiunge tanta preziosità alla mia vita.

Ho scelto di andare in Spagna e ho scelto di partecipare alla visita guidata al mulino, ma l’olio come settore trainante del posto in cui ero… era una storia fuori dal mio controllo. Come non è frutto del mio …ulivo, il racconto di mia nonna che mi dice che vengo da una famiglia “scelta”.  Lascio che Dio proceda nel raccontarmi la sua storia per me…

…non per potenza, né per forza. Ma per lo Spirito Suo, il Signore degli eserciti.
Zaccaria 4:6

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