Gli affluenti del Po

Forse su quella sedia mi ci aveva messo mia mamma, orgogliosa di me. Se i miei ricordi parlano chiaro, mi trovavo in piedi, su una sedia impagliata a capotavola. Eravamo a casa della zia, con alcuni altri parenti, e anche io ero fiera di quello che stavo per fare: sapevo tutti gli affluenti del Po a memoria.

Me li avevano fatti studiare a scuola e ripassarli con la mia famiglia, anche oggi penso sia una bella idea. Li avevo elencati ad uno ad uno, lentamente, e una volta finito, sicuramente ho ricevuto complimenti e incoraggiamenti, ma un commento ha reso indimenticabile quel pomeriggio, il commento di una persona presente. “Te li dimenticherai tutti”. Non so se abbia aggiunto anche qualche dettaglio temporale: te li dimenticherai tutti subito, tra tre anni o quando sarai grande, come me. La prima parte bastava. Ed era bastata per rattristarmi, ferirmi e non aiutarmi affatto.

Sia chiaro, ho voluto e voglio ancora un gran bene a quel bellissimo uomo che quella volta ha sputato parole dure. Tante volte quando parliamo, non siamo veramente noi, siamo piuttosto lo specchio di quello che mangiamo o di chi ci sta accanto, e anche quelli accanto sono a loro volta il riflesso della nostra umanità, della loro educazione.

Non ce l’ho con lui, ma sì, è successo. Li ho dimenticati tutti gli affluenti. Ma non ho dimenticato la lezione sulla fatica dell’apprendimento, il pessimismo che ci circonda e la speranza e la forza che voglio avere. Stiamo parlando degli affluenti del Po, non di tomi di legge. Ma è possibile. Tutto è possibile. È possibile imparare, dimenticare, ri-imparare. È possibile persino anche pianificare, studiare, ripassare, e non dimenticare.

Ho imparato che quando sto in piedi e su una sedia, è facile tirarmi palle di carta. È facile anche che mi colgano di sorpresa con i loro commenti, è facile scoraggiarsi. Ma è una bugia quello che voglio demolire dentro di me, non la bambina che ero. Ho creduto che non si può sapere cosa porta il domani, ed è vero. Ma ho imparato che posso prepararmi a un sacco di cose e i mezzi li ho tutti. I soldati non vanno in guerra senza allenamento, i calciatori non improvvisano, chi vuole finire una maratona si allena costantemente. È possibile che un giorno afferrino la sedia che sta sotto ai miei piedi e la scuotano energicamente per farmi cadere. Ma il mio successo non sta nel cambiare l’idea altrui, sta piuttosto nel guardare al mio atteggiamento, alle mie convinzioni, al mio studio e ripasso degli affluenti del Po… che sì, ho ripassato, e oggi li so di nuovo tutti.

Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere;
io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
Giovanni 10:10

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